Per anni come giornalisti dallo stesso lato della barricata in prima linea a combattere camorra e malaffare.

Poi l’avventura insieme partita due anni fa a Castellammare con Luigi Vicinanza candidato a sindaco è Sandro Ruotolo in corsa per uno scranno a Palazzo Farnese come consigliere comunale, una candidatura di servizio e di bandiera per le prime elezione “libere”, dopo lo scioglimento dell’Amministrazione comunale per infiltrazioni camorristiche.

Nel corso del tempo, complici i tanti problemi della città e le diverse visioni sulle strategie da portare avanti hanno portato i due man mano ad allontanarsi, con Ruotolo quasi mai presente in Consiglio, ma sempre pronto a picconare l’amico di un tempo alle prese con le mille difficoltà di una città baciata da Dio ma difficile da governare, viste anche le tante anime diverse di una coalizione composta da ben 14 liste.

Questo fino a qualche mese quanto Ruotolo dopo aver sparato a zero su alcuni consiglieri comunali a suo dire in odore di camorra, ha finito per contrastare l’azione amministrativa messa in atto da Vicinanza, prima di sbattere la porta e lasciare l’assise comunale, dove per la verità nessuno rimpiange la sua assenza visti i tanti veleni sparsi.

Ma è oggi l’ultimo strappo, quando Vicinanza alla termine di una conferenza stampa fiume ha voluto “riservare” l’ultima chiosa proprio al vecchio ormai ex compagno d’armi.

Un addio al vetriolo quelllo del sindaco giornalista già direttore de L’Espresso che rivolgendosi a Ruotolo che nei giorni scorsi dalle colonne del Corriere del Mezzogiorno parlava ancora della crisi politica di Castellammare, sollecitandone lo scioglimento del Consiglio dice: “Gli avevo chiesto di darmi una mano, è stato sempre assente. Parlare di civismo criminogeno non serve a niente. Le liste civiche ormai sono in ogni coalizione, risposta alla crisi dei partiti”.