I ballottaggi sono alle porte, e sempre più spesso sento dire: “si riparte da zero“.
A mio parere e ne sono sempre più convinto esprimersi in questi termini ci riporta indietro nel tempo, sembra che ci troviamo di fronte alla sagra dell’ovvio.
La trovo un’espressione quasi banale, sbiadita rispetto alla realtà delle cose, eppure è quella più immediata che dicono gli aspiranti alla carica di Sindaco quando si riparte per il ballottaggio.
In genere la dicono di getto facendo anche finta di crederci, forse per scacciare il fantasma della sconfitta, forse per conquistare la fetta sempre maggiore d’indecisi, forse per far paura all’avversario, forse per tenere alto il morale delle truppe, chissà.

Tuttavia non è e non può essere così.

Una cosa è certa, al ballottaggio vanno due modi diversi di vedere e intendere la cosa pubblica, tanto da significare come conseguenza in caso di vittoria di uno schieramento sull’altro una diversa gestione della città nel suo complesso.

Sono scelte di fondo precise che una volta fatte incidono sullo sviluppo della comunità e vedranno la loro realizzazione nel corso della legislatura; lavata di faccia a parte sulle cose da fare per imbonire l’elettorato nei famosi primi 100 giorni.

Che cosa deve fare allora un candidato Sindaco per provare a vincere?
Sicuramente deve dimostrare di meritare l’attenzione dopo averla catturata.
Sicuramente presentare un programma dove si rilevi in modo concreto il prevalere degli interessi generali rispetto a quelli ideologici di parte.
Sicuramente avere a cuore i bisogni reali delle persone.

Un politico moderno “deve” saper decidere a chi parlare e quali interessi rappresentare.

Oggi le persone non ragionano più solo su quello che è successo, ma anche e soprattutto su quanto succederà: allora bisogna essere in grado di dare “valore e concretezza alla promessa”.

Vince chi è in grado di sviluppare e creare legami costanti con la gente non legandoli solo al periodo elettorale.

Un Sindaco non può e non deve confondersi con le dimensioni del partito o dell’alleanza più i compagni d’avventura che imbarca con l’apparentamento quando c’è; viceversa deve ricercare lo sviluppo degli interessi reali della sua città.

Adattando alla politica una frase nota, per un Sindaco, “il vero viaggio di cambiamento non significa cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi”.
Tutto questo per dire che i cittadini non sognano più di trasformare il sistema, ma viceversa chiedono di agire dall’interno per fare ogni giorno piccoli rilevanti passi in avanti; tenendo a mente che la democrazia “quella vera” non è fare chiacchiere ma dare valore ai valori veri, partendo dal principio sacrosanto che l’ineguaglianza è la madre di tutti i mali.

Al ballottaggio si vota per un destino e non per la mediocrità.
Il voto allora è il biglietto per la speranza ma il sogno deveessere autentico, ecco perché non si riparte da zero, ma si ricomincia dalle idee e dai programmi.